Circolare 034-23/24

034-Misure di profilassi per il controllo della pediculosi. Ruolo della famiglia, della scuola e della Sanità Pubblica. Circolare permanente.

Misure di profilassi per il controllo della pediculosi. Ruolo della famiglia, della scuola e della Sanità Pubblica. Circolare permanente.

La periodica diffusione della pediculosi del capo nelle comunità scolastiche, e l’allarme che spesso ne consegue,
richiedono controlli e misure di prevenzione e cura coordinati tra la famiglia, la scuola ed eventualmente la ASL, pur
nella consapevolezza che il Pidocchio del capo, Pediculushumanuscapitis, non è un vettore di malattie e che l’unico
sintomo che può determinare è il prurito, dovuto ad una reazione locale alla saliva dell’insetto.
I genitori dell’alunno che frequenta la collettività scolastica, o qualunque situazione di comunità, hanno un ruolo
fondamentale e insostituibile nella prevenzione, identificazione e trattamento della pediculosi. Le azioni in ambito
familiare sono così riassumibili:
– educare i bambini, nei limiti del possibile ed in considerazione dell’età, ad evitare o ridurre i comportamenti a
rischio: contatti prolungati tra le teste, scambio di oggetti personali (cappelli, sciarpe, pettini, ecc);
– identificare precocemente i casi mediante il controllo quotidiano o almeno settimanale della testa del bambino,
anche se la scuola non ha segnalato casi ed anche in assenza del sintomo tipico (prurito);
– procedere all’accertamento presso il medico curante in caso di sospetto segnalato dalla scuola e farsi rilasciare
l’apposito certificato per la riammissione a scuola;
– in caso di riscontro positivo da parte del medico, procedere all’effettuazione del trattamento, al controllo ed
eventuale trattamento di tutti i conviventi e alla disinfestazione degli oggetti personali, secondo il seguente
“decalogo”, consigliato dal Servizio di Medicina Preventiva della ASL:
1. Lavare i capelli con uno shampoo antiparassitario (seguendo le istruzioni riportate sulla confezione);
2. Lasciare agire lo shampoo sui capelli per cinque minuti;
3. Asciugare i capelli;
4. Frizionare la testa con aceto diluito per sciogliere la sostanza con cui le lendini (uova) si attaccano ai
capelli;
5. Pettinare con un pettine fitto;
6. Staccare ad una ad una le lendini rimaste attaccate ai capelli;
7. Controllare accuratamente che non vi siano altre lendini;
8. Effettuare un’accurata ispezione dei capelli di tutti i familiari;
9. Lavare gli indumenti personali e la biancheria che sia venuta a contatto con i parassiti con acqua calda
oltre 60°;
10. Immergere spazzole e pettini usati per il trattamento in shampoo antiparassitario per 10 minuti.
(Il trattamento va ripetuto dopo una settimana).

La scuola condivide con la famiglia il ruolo educativo nei confronti degli alunni e collabora con le strutture sanitarie per
una corretta informazione riguardo al riconoscimento e al trattamento della pediculosi. Oltre a curare la comunicazione,

la scuola è tenuta, come per tutte le malattie infettive, a tutelare la salute degli alunni gestendo eventuali situazioni di
rischio. Nel caso in cui i docenti o i collaboratori scolastici rilevino negli alunni segni sospetti di pediculosi o nel caso
in cui siano gli stessi genitori a segnalare il caso, dovranno avvisare il Dirigente Scolastico perché questi si attivi con le
misure previste dalla normativa vigente. Si ricorda in proposito che la Circolare Ministeriale n. 4 del 13 marzo 1998,
stabilisce la sospensione della frequenza scolastica dei soggetti affetti fino all’avvio di idoneo trattamento disinfestante,
certificato dal medico curante. L’allontanamento obbligatorio può e deve essere disposto su iniziativa del Dirigente
Scolastico, in caso di infezione accertata con la collaborazione della famiglia (non potendo il dirigente scolastico
sottoporre a controllo un bambino senza l’autorizzazione dei genitori). Qualora esistessero dubbi sulla effettiva presenza
dell’infestazione, il Dirigente Scolastico può però, in via cautelativa, richiedere una visita del medico curante ed idonea
certificazione attestante o l’assenza dell’infestazione o l’avvenuto trattamento. L’ASL assicura la corretta educazione ed
informazione sanitaria e collabora per la sensibilizzazione e diffusione delle pratiche preventive. Gli studi
epidemiologici hanno infatti evidenziato che lo screening (controllo delle teste) in ambito scolastico non ha alcuna
utilità nel ridurre la diffusione della pediculosi. Fondamentale è invece l’azione di informazione, educazione sanitaria e
sensibilizzazione che si esplica a vari livelli:
– predisposizione ed aggiornamento di materiale informativo;
– presenza nelle scuole per riunioni con il personale e/o i genitori se richiesto daigenitori e su invito del
Dirigente Scolastico;
– informazione/formazione, sensibilizzazione e consulenza specificatamente rivolta alle figure professionali
coinvolte nel processo di prevenzione/gestione della pediculosi: Dirigenti Scolastici, insegnanti, nonché
pediatri e medici di famiglia.
Come in ogni ambito educativo, anche nella prevenzione sanitaria è, quindi, fondamentale il coordinamento e la
collaborazione tra Famiglia, Scuola e Istituzioni.
Ognuno deve svolgere il suo compito in maniera coordinata ed efficiente. Ai genitori spetta la responsabilità principale
della prevenzione e identificazione della pediculosi attraverso un controllo sistematico e regolare dei propri figli. I
genitori sono anche responsabili per le tempestive applicazioni del trattamento prescritto. L’insegnante che nota segni di
infestazione sul singolo alunno ha il dovere di segnalare la sospetta pediculosi al dirigente scolastico. Il Dirigente
Scolastico deve disporre l’allontanamento obbligatorio del bambino e inviare ai genitori una lettera in cui è richiesto un
certificato medico o una autocertificazione di avvenuto trattamento ai fini della riammissione a scuola. Il personale
sanitario della ASL è responsabile per l’informazione e l’educazione sanitaria della popolazione in tema di prevenzione.
Il medico curante (Pediatra o medico di famiglia) ha il compito di fare la diagnosi, prescrivere il trattamento specifico
antiparassitario e certificare l’inizio del trattamento per la riammissione a scuola”.

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